Pochi paesi, come Tornolo, restano appartati, nascosti, quasi vogliosi di mantenere una loro quiete, una loro identità che presenze chiassose potrebbero compromettere.
Ma se ci inoltriamo per una di quelle viuzze che, strette, salgono verso l’interno, scopriamo un paese unico, almeno in Valtaro. Strade strette, ben lastricate e linde. Niente traffico, se non quello, assai limitato, di qualche auto che al mattino esce e a sera viene riposta, quasi sempre all’aperto. Quello che colpisce è il silenzio, le case alte e signorili che sanno d’antico, le molte date scolpite sui portali, la rete intricata dei vicoli che portano alla strada principale che sale, sale fino alla sommità del colle, dove troviamo le ultime case, perché l’abitato è cresciuto lungo un costone.
Cosa c’è da vedere
Chiesa di San Bernardino
Già prima dell’anno 1000, Sigifredo, Vescovo di Piacenza, riscuoteva le decime da questa “villa”, tanto è vero che un documento di quell’anno attesta che quel Vescovo assegnava ai Monaci Benedettini di S. Savino in Piacenza molti beni della sua Mensa Vescovile, tra i quali “Montem Collari cum villa quae dicitur Turnulum, sui confini del Genovesato nel distretto di Compiano”. E ciò credo basti a testimoniare l’antichità di questa terra la quale, probabilmente, deve la sua preminenza istituzionale su Tarsogno alla vetustà della sua chiesa, ora dedicata a San Bernardino. L’attuale è stata edificata nella seconda metà del ‘700, come pure il campanile. La data 1804, scolpita sul bel portale in pietra, è riferita ad uno dei tanti rifacimenti ai quali la chiesa è andata soggetta. L’interno alto ed elegante, con sei cappelle. Degni di nota gli stucchi che caratterizzano l’ambiente e i “ misteri del Rosario” nella terza cappella a sinistra.
Il centro storico
Tra i vari vicoli di accesso, scegliamo la Via B. Mantegari. Al termine di una breve salita, sulla sinistra, una casa torre con strombatura e belle formelle scolpite nella pietra di arenaria, (sec. XX) opera dello scultore locale Ido Armani. Poco dopo, sulla dx, l’antico oratorio di San Rocco, con bel campanile, un tempo sede della Confraternita dei Battuti. Il portale d’ingresso reca scolpita la data 1681, ma l’edificio risale al secolo precedente, come attesta la visita Castelli avvenuta nel 1579.
A fianco dell’oratorio bel portale in pietra datato 1766 con la simpatica scritta “Patet amicis”. Proseguendo la strada, sulla sinistra, diversi portali in pietra recanti millesimi finemente lavorati. D’altra parte ci troviamo in un paese che ha dedicato un monumento agli scalpellini.
Procedendo notiamo in alto un terzo campanile: quello di un oratorio un tempo proprietà della famiglia Bertoraglia, ora chiuso al culto.
Ad un bivio troviamo l’indicazione per l’oratorio di San Giuseppe: seguiamola e in 200 metri ci troviamo presso questa simpatica costruzione dalla quale si gode un bellissimo panorama.
Madonna Faggio
Prima di arrivare a Tornolo, troviamo sulla sinistra una indicazione per il Santuario della Madonna del Faggio.
Dopo una breve discesa, la strada sale e in circa due km. si arriva ad una chiesetta la cui fama è legata ad un fatto accaduto nel lontano 1485, quando la Vergine apparve ad una pastorella muta che si trovava al pascolo col suo gregge.
I Landi, Signori di Compiano, vi edificarono una chiesa, con annesso cenobio, affidandola ai Padri Serviti.
Subito la chiesa divenne meta di devoti e pellegrini che giungevano da tutti i paesi della valle per venerare Maria dipinta insieme alla pastorella in un quadro posto sull’altare.
La chiesa conserva i muri perimetrali originari, come pure il curioso campanile a vela con due campane, mentre la facciata presenta chiari segni di interventi successivi. Porta una visibile scritta che ne vuol evidenziare il titolo e l’appartenenza “Nativitati Mariae Virginis Juris Ecclesiae Complani” , a sottolineare che pur trovandosi nel territorio del Comune di Tornolo, la chiesa appartiene alla parrocchia di Compiano. L’ 8 settembre d’ogni anno si tiene la festa.
Appuntamenti d’autunno (2009)
Settembre
8: Madonna del Faggio
Ottobre
4: Festa della castagna