Autunno Gastronomico Valtarese
Autunno gastronomico Valtarese

I Paesi raccontano...

...le Cucine propongono!

Fotoalbum

Autunno Gastronomico Valtarese

BEDONIA

A differenza di Borgotaro e Compiano che sono nati a tavolino, come risultato di una scelta operata da un feudatario o da un’entità superiore, Bedonia pare essere nata dalla libera scelta di pochi uomini che hanno individuato nella sponda sinistra del torrente Pelpirana, un luogo idoneo per erigervi le loro misere abitazioni.

Se negli antichi documenti Borgotaro e Compiano vengono ricordati per i castelli, le mura, le conquiste, le battaglie e i signori che si susseguirono, il ricordo di Bedonia è legato alla sua antichissima pieve “veterrima plebs” e questo legame pare davvero profetico se si pensa che Bedonia ritornerà a splendere, secoli dopo, per un’altra chiesa: quella del Santuario di San Marco.

Non vanta titoli nobiliari, come Bardi, Borgotaro e Compiano, ma anziché essere ricordata per i signori, i feudatari o gli uomini d’arme, lo è per gli uomini di cultura che ha saputo regalare alla valle. Così quando le idee cominceranno a correre al posto degli eserciti, Bedonia reciterà nella valle una grande influenza.

 
Cosa c’è da vedere


Chiesa di Sant’Antonino

Di una chiesa, dedicata a Sant’Antonino, si fa menzione in un atto databile tra l’878 e l’884

L’edificio odierno, costruito ad inizio ‘600, ha subito nel ‘700  un intervento per ampliare le cappelle e profondi restauri in epoca più recente.

Sulla sinistra, la prima cappella è detta della Croce ed è senza dubbio la più importante della chiesa. Si resta colpiti immediatamente dalla ricchezza degli ornamenti a stucco, opera di un certo Giuseppe Taburoni (1733), che sono dedicati, come si legge in una scritta, al Duca Carlo I di Borbone e alla nonna Dorotea Sofia di Neuburg. A fianco dell’altare due statue raffigurano un Santo Vescovo e Sant’Elena, madre dell’Imperatore Costantino. Sotto l’altare, un suggestivo Cristo morto (sec. XV).

Nella terza, grande tela con San Rocco e S. Antonio abate ai piedi della Beata Vergine di Loreto e attorno vari “affreschini” riproducenti le storie dei due santi, opera commissionata dalla famiglia Tedaldi (1725) della quale è riprodotto lo stemma. Sulla sinistra bella tela con la Madonna, Maria Maddalena e Santa Caterina d’Alessandria che mostrano l’effigie di San Domenico, con il ritratto del donatore (XVII sec.).

Nell’abside una tela, datata 1559, rappresenta la Madonna, il patrono S.Antonino, San Pietro e il ritratto del donatore Zeno Ferrari. Degna di nota la bella lampada centrale che pende dall’arcone (1675).

Santuario – Seminario

Costruito nel 1846, successivamente ampliato, il Seminario colpisce il visitatore per la sua imponenza. Sulla sinistra, riconoscibile per la presenza del doppio porticato, si trova l’antico santuario (1685) dedicato alla Madonna della Consolazione. Il nuovo Santuario, elevato a Basilica Minore nel 1978, venne ultimato nel 1955.

Centro museale e di documentazione

A partire dal 1981, per mancanza di seminaristi, cessa ogni attività di insegnamento e il Seminario diventa sede di importanti presenze.

Biblioteca

La storica biblioteca conta circa 30.000 volumi, tra questi più di 200 sono le cinquecentine. Un fondo corrente di circa 10.000 volumi è consultabile nell’apposita sala di lettura. Notevole la sezione dei Libri locali.

Pinacoteca Parmigiani


La quadreria è costituita da un centinaio di dipinti pervenuti, nella quasi totalità, da due grosse donazioni (1935 – 1946). Tra i dipinti esposti predominano quelli a carattere devozionale, ma sono presenti anche paesaggi, ritratti e scene di ambienti. Notevoli la Caduta di Cristo sotto la Croce di Lodovico Carracci, Cristo risorto appare alla Madre del Ma stelletta.

Museo Musa

Stampe, matrici xilografiche, libri illustrati, disegni, poesie, acquerelli, attrezzi del mestiere tutto questo fa parte del Museo Romeo Musa (1882-1960), poeta, scrittore, pittore e, soprattutto, xilografo.

Museo di Storia Naturale

Da qualche anno si è data una nuova e moderna sistemazione al vecchio museo che, con fini didattici, già era presente nel Seminario fin dagli anni trenta del secolo scorso.

Il materiale, formato quasi interamente da reperti raccolti sul territorio (animali e vegetali), è stato recuperato ed esposto insieme alle ricche collezioni di minerali e conchiglie fossili

Museo Archeologico


Inaugurato nel 2000, è ricco di reperti rinvenuti in zona che documentano la storia del popolamento della Valtaro a partire dal Paleolitico. L’esposizione, curata dal prof. Angelo Ghiretti, senza dubbio il più competente conoscitore di queste terre, segue un percorso didattico che facilita la conoscenza della lunga storia compiuta dall’uomo d’Appennino, dall’ultima presenza dell’uomo di Neanderthal al primo affermarsi della nostra specie Sapiens-sapiens.

Di particolare interesse: la statuetta antropomorfa in steatite ritrovata dal bedoniese dott. Severino Musa nel 1954, appartenente, per alcuni segni somatici, alle così dette “Veneri paleolitiche” e un cippo funerario, in pietra arenaria, ritrovato nel 1992 sul monte Ribone. Su di esso è incisa una frase con caratteri dell’alfabeto etrusco.

Planetario

Sorto a scopi didattici, il planetario consente l’osservazione del cielo notturno nelle diverse stagioni ed a qualunque latitudine. Altre funzioni consentono all’operatore di mostrare equinozi, eclissi, costellazioni, moti del sole, galassie, albe e tramonti. Si possono mostrare visioni del cielo simulando di trovarci a uno dei Poli, in Oceania, all’equatore o in qualunque altro posto della terra.

All’interno del Seminario troverete anche:
·        Centro Studi Card. Agostino Casaroli
·        Centro di Documentazione sull’Emigrazione locale
·        Centro di Documentazione sulla Devozione Popolare

Strada del Fungo Porcino Piazza XI Febbraio 7 43043 BORGO VAL DI TARO - Tel 0525/921812 - Cod.Fisc 92111010341